Commento al Vangelo della III Domenica di Quaresima. La Samaritana: donna riempita del Santo Spirito. 19 marzo 2017

​A cura di Antonio L.

In questa terza domenica di quaresima il Vangelo ci parla di un incontro particolare tra Gesù e la donna samaritana. Un incontro che ci fa vedere il cammino di ogni essere umano che incontra il Signore Gesù in occasioni impensate secondo il nostro punto di vista, ma predisposte dal Signore. 

La donna samaritana era al pozzo di Giacobbe ad attingere acqua e lì incontra Gesù solo seduto al pozzo. L’iniziativa la prende Gesù, chiedendole di dargli da bere. La donna sapendo che era un giudeo si stupisce che le sta parlando, poiché tra samaritani e giudei non c’era tanta affinità. Gesù le parla della conoscenza del dono di Dio e della possibilità per lei di ricevere da lui l’acqua viva, anzi quest’acqua diventerà sorgente che zampilla per la vita eterna. 

C’è anche una gradualità nel cogliere l’identità di Gesù prima la donna lo chiama Signore, poi quando le dice che ha detto il vero dicendo di non aver marito e le ricorda che ha avuto cinque mariti, la donna lo chiama profeta e chiede a lui dei lumi circa il culto sul monte Garizim (luogo di culto per i samaritani) e a Gerusalemme, a questo punto Gesù opera una sostituzione: è per mezzo di Lui che si potrà adorare Dio in spirito e verità. 

L’apice della rivelazione che mi commuove sempre è quando la donna parlando a Gesù dice di essere a conoscenza della venuta del Messia e il Figlio di Dio si rivela dicendole: “sono io che parlo con te”. A quel punto la donna lascia l’anfora che aveva portato per attingere l’acqua e corre in città per raccontare cosa le era accaduto e si porta nel cuore una domanda che condivide con i concittadini: “che sia lui il Cristo?”. 

Lasciare l’anfora… si, perché adesso è la donna l’anfora riempita del dono dello Spirito che gli fa conoscere in pienezza il Figlio di Dio. Noi siamo “fonte” alla quale i nostri fratelli possono attingere acqua per dissetare la sete di Dio… a volte però la nostra umanità rinnovata nel battesimo anziché custodire questo dono di Dio, peccando, trasforma la sorgente che zampilla in una cisterna screpolata( cfr. Geremia) che non trattiene l’acqua. Dio ci sostenga nella nostra missione e la donna samaritana lei che l’ha visto faccia a faccia interceda per noi.

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