Come reagisci di fronte alle novità? Sai distinguere tra quelle buone e quelle cattive?

Si svecchia piazza del Duomo a Milano, piantando palme e traendo conclusioni bizzarre: questa la novità di cui vorrei parlarti.

Ricapitoliamo. Un’azienda vince un bando per il restyling della piazza più famosa del nord Italia, decidendo di piantare le verdeggianti palme in delle aiuole e anticipando di voler usare anche dei banani. Il finimondo. Perché? Semplice: non solo lo straniero (quindi cattivo?) usurpa la terra italiana, ma anche la flora clandestina ruba la linfa. 

Come è usuale, a Natale io mangio con gusto i datteri e non ho mai accusato flatulenze “clandestine”, né mi sono trasformato in un terrorista, appena digeriti i gustosi frutti. 

Voglio sottolineare: in piazza Duomo, dicono alcuni, la palme già vi sono state. Peccato fosse fine ‘800! Noi, uomini del 2000, muniti di smartphone, scalzati dal gusto evergreen per l’esotico dell’europeo tardo-romantico del XIX secolo…

Le palme, si sa, non mettono a proprio agio i turisti: potrebbero pensare di stare in un’oasi mediorientale poco pacifica, invece che di fronte alla monumento gotico per eccellenza del Bel Paese. Di certo dimentico il vecchio assioma: pizza e mandolino stanno Napoli, come palme e banani stanno a “terroristi clandestini”…

Prometto di smetterla col sarcasmo e vado al dunque: perché le novità, talvolta innegabilmente strane, fanno paura? Magari i banani morranno per il clima rigido del capoluogo lombardo, è probabile, ma la diffidenza sarà sempre abitudine consolidata.

L’abitudine si modifica volentieri in tradizionalismo, il quale è differente dalla tradizione (culturale). Le tradizioni culturali di un popolo sanno modificarsi per coerenza e fedeltà alla loro storia e fisionomia; il tradizionalismo trae conclusioni frettolose su ciò che è contemporaneo. 

Esistono possibilità buone e possibilità negative: il tradizionalista vede ostilità grosso modo ovunque. Stando al tradizionalismo, i pastori di Betlemme avrebbero dovuto diffidare dell’annuncio di pace degli angeli, i primi cristiani non avrebbero dovuto credere alla novità evangelica e così via.

Ammetto che le palme sono state solo un pretesto; scrivo solo questo: sprecare le “novità di bene”, come anche del potere fare il bene, è perdere occasioni di crescita; le novità e le mode malsane, invece, restano malsane, anche se nuove. Come li riconosci? Dai frutti (ricordate il Vangelo?). Basta aspettare che maturino: talvolta la loro nocività si manifesta subito, altre volte bisogna attendere. 

Forse a Milano i banani soffriranno un po’ e non fruttificheranno, ma almeno hanno permesso la redazione di questo articoletto.

Caro lettore, a presto e grazie per l’attenzione.

Luca Sc.

3 Comments

  1. Sono fondamentalmente conservatrice, per cui accolgo sempre con difficoltà le novità.. però è vero, bisognerebbe imparare a distinguere.
    E nel caso di Milano, lasciamelo dire, penso proprio che sia una pessima novità! 😉

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...