Commento al Vangelo della V Domenica del T.O. 5 febbraio 2017

​A cura di Antonio L.

Gesù dopo averci annunciato che l’uomo raggiunge la perfezione quando incarna le beatitudini, dice che il discepolo è il “sale” della terra e la “luce” del mondo. Il sale secondo la sua natura non può perdere il suo sapore, l’uomo invece se non risponde pienamente alla sua identità di uomo-cristiano è capace di perdere il suo sapore, di offrire un esempio buono da imitare. Quando poi Gesù dice che una città costruita su un monte non può restare nascosta, né che si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ci sta dicendo che noi siamo inviato nel mondo per brillare della sua luce… se saremo coerenti, questa luce permetterà di glorificare il Padre del cielo a chi ne rimane illuminato. Il discepolo fedele e coerente non riceve plauso ma la ricompensa è la glorificazione del Padre, ma se questa luce non risplende e questo sale non dà sapore il discepolo sarà giudicato incapace e riceverà lui stesso disprezzo da parte degli altri uomini.

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