Commento al Vangelo della XXXII Domenica del Tempo Ordinario

​A cura di Antonio L.

Il popolo di Israele già credeva nella resurrezione dei morti così come ampiamente affermato nella Sacra Scrittura e che ritroviamo anche in 2Mac 7,9-14 . Al tempo di Gesù c’erano diversi gruppi che componevano la società e tra questi i sadducei che non credevano nella resurrezione dei morti, al contrario i farisei credevano in essa.

I sadducei pongono un quesito a Gesù facendo l’ipotesi di una donna che era stata sposata da sette fratelli senza aver avuto figli da nessuno di essi e che poi era morta; la legge del levirato consentiva ad un fratello di poter prendere in moglie colei che aveva sposato il fratello defunto, per dare una discendenza al fratello, una curiosità è che l’eventuale figlio nato da questa unione non sarebbe stato riconosciuto come figlio del padre naturale, ma come figlio del defunto. I Sadducei chiedono a Gesù: “la donna dunque, alla risurrezione di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie”. Gesù chiarisce la situazione rivelando quale sarà il futuro della nostra vita, Lui il Maestro ci dice che coloro che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione non prendono moglie né marito, e che sono uguali agli angeli, sono infatti figli della risurrezione. Si serve poi del libro dell’Esodo,che i sadducei tenevano particolarmente in considerazione insieme agli altri libri del Pentateuco, per  illuminare la loro mente accecata da vuoti ragionamenti. Gesù ricorda loro la rivelazione di Dio, il quale manifesta la sua identità definendosi il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Credere significa accogliere questo messaggio nuovo, il Dio fedele ci risusciterà da morte e ci darà il regno promesso, ma occorre camminare in questa fede, con la ferma speranza che il nostro Dio non è un Dio dei morti ma dei vivi, di coloro che in Lui trovano la vita già su questa terra e la conservano per l’eternità.

Auspico per tutti noi fratelli di poter perseverare nel nostro cammino di santificazione, testimoniando l’appartenenza a Colui che è la Via, la Verità e la Vita.
Domenica XXXII TO. 
Don Antonio Lalicata

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