Relazione di Mons. Palombella al #Giubileocorali 

Si è diplomato in musica e composizione al Conservatorio di Novara e adesso dirige la Cappella Musicale Pontificia Sistina. Questa una piccolissima parte del Curriculum di Mons. Palombella: primo relatore al Convegno di oggi.

Si sofferma sul repertorio classico, tradizionale, dopo il Concilio Vaticano II. In buona sostanza: che posto ha oggi questo genere di canto, ovvero la monodica gregoriana o la polifonica? 

Prima tratta, molto brevemente, circa la storia della Cappella Sistina, sottolineando come da essa, nel ‘500, siano passati molti cantori del Nord Europa (siamo nel periodo dell’esilio avignonese), i quali avevano una tecnica molto avanzata, poi sintetizzata da Pierluigi da Palestrina, anch’egli membro della Sistina.

Come tornare al modello? Palombella richiama un ritorno non al modo tout court, ma alle finalità: canto gregoriano, come canto rinascimentale – o il canto polifonico in stile “Perosi” -, hanno risposto a una istanza di evangelizzazione. Non si tratta di normatività, bensì di esemplarità

Lo stesso Paolo VI, riporta Palombella, scrisse a Mons. Bartolucci, allora direttore della Cappella Sistina: “Non so se si è accorto che vi è stato un Concilio?”. Questi rispose con polifonie che hanno fatto storia: musica che si è nutrita delle esemplarità, seppur seguendo molto il passato. È stato Liberto, uno degli ultimi a dirigere, a portare la lingua volgare nel repertorio.

Oggi? Bisogna comprendere la liturgia del Vaticano II: esiste una pertinenza celebrativa. Ad esempio, qualche brano di Palestrina, al momento dell’Offertorio, ben può starvici. Il Concilio infatti chiede la ricezione degli studi scientifici su canto gregoriano o polifonico rinascimentale, ovvero un ritorno al modello esemplare, non come nel tempo si è modificato, ma come è germinato. 

Joseph Ratzinger:”Bisogna fare della musica polifonica una musica antica, non vecchia!”. Ecco lo stile che prospetta Mons. Palombella, il quale conclude la sua relazione citando il Vescovo Emerito di Roma.

Seguiteci.

A presto.

Luca Sc.

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