Mons. Marini a #Giubileocorali: si canta con il cuore! Ovazioni a termine dell’intervento.

Mons. Guido Marini, Maestro delle Celebrazioni Pontificie, è il secondo relatore al #Giubileocorali. Ci aiuta a riflettere sul ruolo del coro durante le liturgie.

Questi, citando, a mo’ di incipit, il documento del Vaticano II Sacrosantum Concilium, afferma che Cristo è presente in modo speciale nelle azioni liturgiche. Il protagonista è il Signore: il mistero della Pasqua oggi si rende presente nelle celebrazioni della Chiesa.

Cosa comporta questo per una corale? 

Cantare amantis est diceva Sant’Agostino: il canto prende forma in un cuore amato e amante. Cantare è proprio di chi ama, di chi entra nella logica dell’amore. Il cantare nella fede parte da un cuore che, come il canto eseguito, deve essere curato. I componenti di una corale devono essere uomini e donne che vivono con intensità la propria relazione di amore con Dio. Non si anima la liturgia, senza una vita fervorosa di grazia. Se la liturgia è opera di Cristo, noi, che siamo a servizio di Cristo, come possiamo non amare il Cristo? Così, con mitezza, chiosa Marini.

La liturgia è anche opera della Chiesa. In una Corale parla la Chiesa tutta, seppur nella misura in cui tale schola cantorum sia voce della Chiesa stessa. Una Corale deve “sentire con la Chiesa”: un canto che sia equilibrato, inserito nel sentire di tutta la vita ecclesiale. Il canto è a servizio di tutta la celebrazione e non ne è protagonista.

Non a caso, sottolinea il relatore, la schola deve essere parte dell’assemblea, non ponendosi, pertanto, in una zona frontale, ma laterale.

Il canto serve il rito, si armonizza ad esso: bisogna stare ai suoi ritmi. E tutto questo aiuta al sentire cum Ecclesia.

La liturgia è un grande atto di adorazione, attraverso cui tutta l’umanità, per mezzo di Cristo, è ricondotta al Padre. Quindi, ciò che è essenziale è che in essa vi sia un’armonizzazione tra Cristo e noi: Cristo vive in me.

Marini si sofferma, in seguito, sui compiti della corale, ovvero far partecipare l’assemblea e far adorare Dio, per poi dare delle indicazioni: la vera liturgia è quella che canta con gli angeli e il canto liturgico deve elevare i cuori, portare le anime a Dio. Le corali hanno un compito: innalzare l’intera creazione verso il Signore. Al canto liturgico non si addice il quotidiano, perchè ha a farci ritornare nuovi nel medesimo quotidiano. 

Ultimo consiglio: badare alla dimensione missionaria della liturgia! Si rimane conquistati dalla sua bellezza e, quasi inutile a dirsi, il canto fa la propria parte. 

Queste le linee guida al #Giubileocorali del Maestro delle Celebrazioni del Papa, il quale, infine, invita alla meraviglia del volto di Cristo: meraviglia che, nella liturgia, è da conservare con grande cura, anche con quell’autentico canto proprio di colui che ama.

Siate dunque appassionati ad essere volto della Chiesa, che evangelizza con la bellezza.

L’ intervento si chiude con una vera e propria standing ovation.

A presto.

Luca Sc.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...