Mons. De Gregorio a #Giubileocorali: la musica Sacra sia da sostegno alla preghiera.

Mons. Vincenzo De Gregorio, preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra, è il primo relatore della sessione pomeridiana del convegno del #Giubileocorali. Il suo intervento verte sulla questione della scelta dei canti per la liturgia. 

Innanzitutto bisogna guardare ad una gioia estetica, alla bellezza della celebrazione. I canti non sono da meno in questo organico. Tutto deve scuotere le fibre della nostra esistenza e il canto, a detta di De Gregorio, è chiamato ad essere orante. 

Dopo queste affermazioni di apertura, il relatore cita quanto scriveva Gregorio Magno ad Agostino Vescovo di Canterbury, in cui si insegna cosa sia l’inculturazione: ogni Chiesa vive in una determinata compagine culturale e questo il Papa lo aveva ben compreso. La medesima cosa avviene per il canto, il quale, per l’appunto, è cultura, è arte, è bellezza.

La nostra musica, quindi, è quella del tempo che viviamo, ma deve portare un ethos, deve avere in sé un contenuto, che sia di sostegno alla Parola, alla preghiera. Ecco il perché di stili diversi della musica in Chiesa.

In buona sostanza De Gregorio dice in modo chiaro a #Giubileocorali: bisogna essere fedeli alla Parola, bisogna essere fedeli al testo sacro, bisogna, pertanto, scegliere canti che possano creare unità durante le celebrazioni, che possano fare Chiesa, che possano nutrire la spiritualità di noi cristiani.

Ecco la terza relazione di oggi a #Giubileocorali. 

A presto.

Luca Sc.

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