Tutte le opere di misericordia per rivoluzionare il mondo! (Sopportando anche le persone moleste).

Roma, 12 ottobre 2016. Udienza del Santo Padre.

Giornata di sole a Piazza San Pietro, seppur non calda.

Continuano le catechesi sulla misericordia di Dio. Il Pontefice, infatti, sottolinea come Gesù sia l’incarnazione della misericordia e insegni ai suoi discepoli ad essere misericordiosi come il Padre.

Subito Francesco ribadisce la linea guida dell’evangelizzazione, affermando che tutti coloro che hanno fatto esperienza del perdono e dell’amore di Dio, devono essere strumento di questi per gli altri, in tutto il quotidiano, senza grandi sforzi o gesti sovrumani. Piccoli gesti: per Dio hanno grande valore; su di loro saremo giudicati.

Conosciamo le opere di misericordia corporale, il Papa ne ha parlato diffusamente; oggi si cominciano anche le catechesi circa il significato delle opere di misericordia spirituale.

Il Pontefice ne ricorda per prima una: sopportare pazientemente le persone moleste…”e di persone moleste ce ne sono!”esclama Francesco.

Tutte le opere di misericordia, sia spirituale che corporale, sono importanti soprattutto perché, sottolinea il Papa, bisogna che divengano atteggiamenti quotidiani. Francesco esorta a perdere tempo in queste opere, cominciando da imprese semplici, dal momento che il mondo ha bisogno di un antidoto contro la sua inumanizzazione. Contro l’indifferenza riconosciamo, dunque, Gesù nel bisognoso.

Non casualmente il Santo Padre cita anche S. Agostino che scriveva: “timeor Jesus transeunte”, “Ho paura che il Signore passi e non Lo riconosca”.

Perché non riconosciamo Gesù? Il Papa risponde con simili parole: spesso noi siamo distratti e indifferenti, perdendo pertanto l’occasione dell’incontro con Lui.

Infine, il Papa auspica a che si giunga a una vera e propria rivoluzione culturale, attraverso tali semplici gesti di misericordia, rivolgendo anche il suo pensiero a Santa Teresa di Calcutta: “Si chianava su ogni persona che trovava in mezzo alla strada per restituirgli la dignità”.

Al termine Francesco invoca lo Spirito Santo, affinché questa misericordia sia sempre più incarnata con opere semplici e quotidiane.

A presto.

Luca Sc.

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