Presentata la “Vultum Dei quaerere” di Papa Francesco

“La Chiesa ha bisogno di voi!”. Così alle contemplative Francesco in “Vultum Dei quaerere”.

Poche pagine, ma colme di contenuti sia spirituali che pratici.

La Costituzione Apostolica sulla vita contemplativa femminile, presentata il 22 luglio 2016, è breve e, nello stesso tempo, densa. Francesco paragona le donne che vivono la clausura nella preghiera a fari per i vicini alla fede e “soprattutto per i lontani”. Le consacrate contemplative sono voce della Chiesa: sono chiamate, attraverso la preghiera, ad essere “collaboratrici” di Dio, a rialzare chi soffre nella compagine ecclesiale. Se le claustrali sono chiamate alla quiete silenziosa, a contemplare, Francesco mette in guardia dalla tentazione della routine. Niente spazio per l’apatia, la demotivazione o l’accidia paralizzante.

Dodici temi sono oggetto di discernimento.

Formazione delle religiose: soprattutto se permanente, deve declinarsi entro l’humus della comunità e della vita di ogni giorno. I monasteri, pertanto, non devono lasciare spazio alla tentazione del numero di vocazioni e dell’efficienza.

La preghiera claustrale: guarisce le piaghe dei fratelli e non può essere ripiegamento su se stessi.

Altri temi: centralità della Parola di Dio, recante la missione ecclesiale della lectio divina; una vita Eucaristica, che si prolunga nell’adorazione a seguito della celebrazione e che esige di vivere della gioia del perdono di Dio; la vita fraterna: riflesso dell’amore trinitario, unità e comunione non significano uniformità, bensì “dialogo, condivisione, aiuto reciproco e profonda umanità”.

Francesco si sofferma sull’autonomia dei monasteri, la quale non deve significare isolamento e autoreferenzialità, per poi delineare quale siano le finalità volte alla comunione proprie delle federazioni trai monasteri.

Spazio è dato anche alla clausura – è luogo dell’intimità della Chiesa sposa – , come anche al lavoro, che non deve condizionarsi di mentalità efficientistica.

I mezzi di comunicazione: si mette in guardia a che non diventino occasione di evasione dalla vita fraterna comunitaria, né danno alla vita contemplativa.

Altri temi sono il silenzio e l’ascesi: se il primo è abitato dalla Presenza di Dio, la seconda è risposta al mondo globalizzato e abituato a rapidi spostamenti.

Infine Francesco esorta le contemplative ad esercitarsi nell’arte dell’ascoltare, a portare nel cuore, attraverso la preghiera, gli altri. “La contemplazione che lascia fuori gli altri è un inganno”. Questo concetto, già presentato dal Papa in Evangelii gaudium, è en pendant con l’auspicio a che le claustrali, come Maria, siano “scala”, per l’incontro tra Dio e l’uomo.

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